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COMUNITÀ EDUCATIVA PER MINORI

Dal 1986 il Consorzio Zenit organizza all’interno delle Comunità Educative  servizi socio-educativi a favore dei minori e delle loro famiglie. Tali servizi sono attivati in caso di  difficoltà socio-economiche delle famiglie e, più in generale, in situazioni che non permettono una serena crescita dei figli. Tali servizi offrono sia sostegno alla crescita educativa del minore sia alla genitorialità così da ricreare la possibilità per il minore di ricongiungersi con la famiglia.

Le nostre Comunità

Pinocchio
Demidoff
San Filippo Neri

La Comunità accoglie minori temporaneamente privi di ambiente familiare idoneo  e per i quali non è praticabile l’affido familiare. Si tratta di una struttura residenziale di tipo familiare in cui un gruppo di minori vive con un’equipe di operatori professionali che svolgono la funzione educativa come attività di lavoro.

I minori sono segnalati dal Servizio Sociale competente secondo le procedure di ammissibilità alle prestazioni.

La finalità dell’intervento della Comunità Educativa è offrire al minore adolescente la possibilità di sperimentare un’accoglienza profonda della sua persona e della sua storia e la valorizzazione delle sue risorse all’interno di un significativo contesto relazionale, educativo e comunitario in grado di raggiungere i seguenti obiettivi generali:

  1. offrire un reale senso di protezione e condizioni altamente dignitose di cura della persona, promuovendo la salute e sostenendo i processi di sviluppo psico-fisico;
  2. rinforzare le funzioni intrapsichiche, migliorando il livello di autostima ed il senso di autoefficacia, attivando processi di resilienza e strategie di coping;
  3. favorire lo sviluppo dell’autonomia nei suoi diversi livelli e nei diversi ambiti di vita quotidiana;
  4. supportare l’adolescente nel percorso di costruzione della propria identità personale e di definizione del progetto di vita;
  5. migliorare le capacità comunicative, espressive e relazionali e potenziare le competenze sociali, riducendo eventuali problematiche comportamentali e allontanando il rischio di isolamento e emarginazione;
  6. sostenere il completamento o la ripresa del percorso di istruzione e/o formazione, offrendo un supporto orientativo per l’individuazione e la scelta del percorso professionale;
  7. supportare gli adolescenti che già hanno terminato il percorso formativo nella fase di accesso al mondo del lavoro;
  8. migliorare le capacità di accedere ai servizi e di usufruire delle attività formative, culturali, associative, sportive e del tempo libero promosse sul territorio;
  9. per i minori stranieri, favorire il processo di integrazione socio-culturale e la rielaborazione del percorso migratorio.

La Comunità si integra a pieno titolo nel sistema di servizi socio-educativi definito nella LR n. 41/2005, finalizzato a garantire al minore la protezione e le cure necessarie per il suo benessere ed a promuoverne:

  • il pieno e armonico sviluppo psicofisico, l’educazione e la crescita in un idoneo ambiente familiare e sociale,
  • il compimento del percorso formativo dell’obbligo e un orientamento professionale;
  • il rapporto con la famiglia d’origine ed il ristabilirsi di relazioni significative e positive, in base alle indicazioni dei Servizi Sociali ed eventuali prescrizioni dell’Autorità Giudiziaria Minorile;
  • il raggiungimento di un livello di autonomia personale tale da poter affrontare, al raggiungimento della maggiore età, percorsi di vita anche al di fuori della famiglia d’origine.

Ciò avviene sulla base degli obiettivi e delle attività definite in un piano educativo personalizzato che viene costruito dall’Equipe degli Educatori sulla base del Progetto concordato con i Servizi Socio-sanitari che hanno richiesto l’inserimento del minore.

  1. Domanda di ammissione e criteri di ammissione
  2. Progetto educativo individualizzato ed impegnativa per l’inserimento
  3. Conservazione del posto e trattamento delle assenze
  4. Dimissioni e criteri di dimissione
  5. Processo di intervento educativo personalizzato
    1. Analisi dei bisogni socio-educativi
    2. Definizione del piano educativo personalizzato
    3. Realizzazione e monitoraggio dell’intervento educativo personalizzato
  6. Valutazione, verifica e aggiornamento del piano
  7. Proroga dell’inserimento
  8. Dimissioni
  9. Interventi socio-educativi di gruppo

Domanda di ammissione e criteri di ammissione

Per i Servizi Sociali del Comune di Firenze, la domanda di ammissione deve essere rivolta al Responsabile della Comunità dall’Assistente Sociale che ha incarico il minore e la sua famiglia, utilizzando la richiesta scritta di ammissione.

Per i Servizi Sociali di altre zone limitrofe e/o provenienti dal territorio regionale e statale, è facoltà del Responsabile richiedere all’Assistente Sociale che ha incarico il minore e la sua famiglia l’invio di richiesta scritta su carta intestata del Servizio.

Il Responsabile del Servizio Residenziale si impegna a dare risposta in merito alla richiesta entro 10 giorni dal ricevimento della richiesta scritta, a seguito di una valutazione compiuta insieme alla propria Equipe educativa che, a partire dalle informazioni inviate dal Servizio, verifica se la situazione del minore da accogliere è compatibile con il Progetto Generale del Servizio Residenziale e con i suoi equilibri interni esistenti al momento.

 

Progetto educativo individualizzato ed impegnativa per l’inserimento

In caso di risposta affermativa, il Responsabile incontra l’Assistente Sociale e gli altri Operatori Socio-sanitari eventualmente coinvolti, per:

  1. ricevere la relazione sulla situazione del minore, come previsto dalla normativa, e la documentazione completa necessaria per l’inserimento;
  2. fissare le modalità per la realizzazione degli accertamenti sanitari previsti dalla normativa regionale, per il cui adempimento rimane responsabile l’Assistente Sociale, nonché della consegna della documentazione alla Comunità;
  3. fissare la durata del periodo di permanenza e le linee generali dell’intervento educativo della Comunità (PEI), con indicazione degli obiettivi da raggiungere a lungo termine, della durata della fase dedicata dall’Equipe Educativa all’osservazione e all’approfondimento dei bisogni socio-educativo e delle risorse personali del minore;
  4. definire le modalità relazione/collaborazione con i familiari, con indicazione degli obiettivi e delle risorse, anche in base ad eventuali disposizioni della Magistratura Minorile;
  5. qualora vengano a concorrere situazioni particolari legate a specifiche esigenze del minore, concordare eventuali prestazioni aggiuntive e/o integrazioni alla retta base.

 

L’Ente Pubblico responsabile della copertura delle spese di accoglienza, avrà cura di emettere per il minore inserito nella Comunità apposito provvedimento amministrativo denominato “impegnativa”. Tali impegnative devono essere predisposte e inviate alla Comunità entro 30 gg. dal ricevimento di proposta formale di inserimento da parte dei Servizi Sociali territorialmente competenti. Le impegnative devono indicare la tipologia dell’intervento richiesto, il periodo autorizzato, l’operatore responsabile della presa in carico, l’importo della retta da corrispondere.

 

Conservazione del posto e trattamento delle assenze

Durante la sua permanenza, ciascun ospite avrà diritto alla conservazione del posto, in caso di assenza, per i seguenti motivi:

  1. necessità di cure presso gli ospedali;
  2. soggiorni non a carico della comunità (max. 15 giorni nel mese);
  3. rientro in famiglia per periodi brevi, vacanze o festività (max. 15 giorni nel mese)
  4. fuga del minore (solamente per i primi 5 giorni, salvo casi particolari di deroga concordate tra il responsabile e i Servizi Sociali referenti).

Viene considerato assente il minore per il quale non viene erogata nessuna prestazione (di cui all’elenco dettagliato al precedente capitolo) da parte della Comunità nel corso della stessa giornata (0/24 h).

Per i casi sopra previsti, debitamente comunicati dall’Assistente Sociale competente all’Ufficio preposto della Direzione Sicurezza sociale, il Servizio percepirà la retta giornaliera nella misura ridotta al 70%.

Sarà invece riconosciuta la retta intera qualora l’assistenza al minore presso l’ospedale rimanga a carico del Servizio a seguito di formale comunicazione al Comune da parte del Responsabile della stessa.

 

Dimissioni e criteri di dimissione

Le dimissioni dei minori si attuano quando l’Assistente Sociale responsabile della presa in carico valuta, in collaborazione con il Responsabile della Struttura, con le figure professionali sanitarie e sociali territoriali coinvolte sul caso, il raggiungimento degli obiettivi del Progetto Quadro.

Qualora sopraggiungessero condizioni che rendano inattuabile il PEI, previa valutazione congiunta fra gli operatori sociosanitari coinvolti e il Responsabile della struttura, il minore verrà dimesso secondo modalità e tempi concordati e comunque garantendo la continuità assistenziale nei confronti del minore e solo a seguito di reperimento di idonea soluzione alternativa da parte dei Servizi Sociali competenti.

In caso di allontanamento non concordato o fuga del minore, la Comunità si impegna a notificarla immediatamente ai Servizi Socio Territoriali che hanno disposto l’inserimento del minore.

 

 

PROCESSO DI INTERVENTO EDUCATIVO PERSONALIZZATO

Facendo riferimento al protocollo operativo adottato dal Comune di Firenze, la personalizzazione dell’intervento socio-educativo, a partire dall’ingresso del minore si sviluppa il processo dell’intervento educativo personalizzato, si sviluppa nelle seguenti fasi:

  1. Analisi dei bisogni socio-educativi
  2. Definizione del Piano Educativo Personalizzato;
  3. Realizzazione e monitoraggio dell’intervento educativo;
  4. Verifica, valutazione e aggiornamento del Piano;
  5. Dimissioni e valutazione/verifica finale.

 

1. Analisi dei bisogni socio-educativi

A partire dall’ingresso, l’Equipe degli educatori mette in atto un complesso di interventi educativi finalizzati all’osservazione e approfondimento dei bisogni socio-educativi del minore accolto e delle risorse personali al fine di garantire una personalizzazione dell’intervento educativo.

La durata del periodo di osservazione è di circa 30 giorni; in casi particolarmente complessi, il Responsabile potrà concordare con il Servizio Sociale una proroga di tale conclusione.

Per la fase di assessment, gli educatori predispongono un programma provvisorio di interventi educativi e assistenziali.

Fra gli educatori, è individuato un operatore incaricato del ruolo di educatore tutor, che avrà l’incarico di gestire e mantenere sotto controllo la documentazione educativa e quella del minore all’interno della Cartella Personale.

 

2. Definizione del piano educativo personalizzato

Terminata la fase di analisi che prevede la stesura di un documento “Analisi dei Bisogni” che mette a fuoco i bisogni del minore sui quali si ritiene necessario intervenire, l’Educatore Tutor predispone una proposta del Piano Educativo Personalizzato (PEP) da sottoporre alla discussione in Equipe e all’approvazione del Responsabile.

Il PEP deve contenere gli obiettivi a medio e breve termine ed i relativi indicatori, le attività da svolgere, le responsabilità, i tempi di realizzazione e quelli delle verifiche.

Il Responsabile provvede alla condivisione del PEP con il Servizio Sociale, con gli Operatori Sanitari eventualmente coinvolti e, se previsto, con i familiari.

 

3. Realizzazione e monitoraggio dell’intervento educativo personalizzato

Definito il PEP, l’Equipe realizza le attività previste, documentandole e monitorandole attraverso:

  1. le registrazioni sull’osservazione del comportamento del minore e dei familiari;
  2. annotazioni sulla realizzazione e l’andamento delle attività socio-educative programmate;
  3. verbali delle riunioni dell’Equipe educativa;
  4. verbali delle riunioni effettuate con i servizi socio-sanitari e dei contatti con gli altri servizi e risorse del territorio.

 

Valutazione, verifica e aggiornamento del piano

Almeno semestralmente, l’Equipe svolge una valutazione ed una verifica del PEP. In seguito, il Referente condivide tale verifica e valutazione con il Servizio Sociale e gli altri Operatori Socio-sanitari ed anche, se previsto, con i familiari. Tutte le riunioni di verifica vengono registrate dal Referente.

 

Proroga dell’inserimento

Almeno tre mesi prima dello scadere del periodo di permanenza indicato nel Progetto Educativo Individuale, il Responsabile incontra il Servizio Sociale ed eventuali Operatori Sanitari coinvolti per valutare congiuntamente il grado di raggiungimento degli obiettivi a lungo termine, in modo da decidere se procedere con le dimissioni del minore o se vi sia la necessità di prolungare la sua permanenza nella Comunità.

Se fosse necessaria una proroga dell’inserimento, il Responsabile ed i Servizi provvedono ad aggiornare il Progetto Quadro. compilare un nuovo modulo, a firma di tutti gli operatori socio-sanitari coinvolti e del Responsabile del Servizio Residenziale.

La proroga della permanenza oltre il 18° anno di età al fine di raggiungere gli obiettivi definiti nel Progetto Quadro è possibile solo con adolescenti a favore dei quali sia stato emesso un decreto del Tribunale per i Minorenni per il proseguo amministrativo.

Dimissioni

Se nella verifica finale, di cui sopra, vengono invece confermate le dimissioni, il Responsabile e il Servizio Sociale definiscono un programma per le dimissioni, in cui siano indicate le modalità di coinvolgimento del minore e la sua famiglia.

Successivamente alle dimissioni, la Comunità compie una valutazione conclusiva sul percorso personale del minore.

INTERVENTI SOCIO-EDUCATIVI DI GRUPPO

Per il periodo scolastico (settembre-giugno), l’Equipe predispone un Programma per le Attività Comunitarie. Utilizzando risorse interne o individuandole sul territorio, gli Educatori predispongono un programma di attività in gruppo strutturate, che possono distinguersi in:

  • Attività a tema, centrate su tematiche che in quel momento possono risultare particolarmente coinvolgenti o che gli educatori reputano necessarie da trattare. Il lavoro di gruppo è animato da un educatore e/o da un esperto invitato appositamente; vengono utilizzate dinamiche di gruppo che facilitino la presentazione del tema e la discussione tra i partecipanti. Tra le tematiche già affrontate ricordiamo: igiene e salute, educazione sessuale, rapporti affettivi e amicali, rapporto con i genitori, orientamento formativo, ecc.
  • Attività per la conoscenza e l’accesso alle risorse del territorio: l’attività è dedicata a supportare i ragazzi, specialmente quelli più grandi, a diventare progressivamente sempre più capaci di individuare e accedere alle risorse presenti sul territorio. Attraverso l’accompagnamento e una sistematica offerta di informazioni e segnalazioni, gli educatori aiuteranno i ragazzi a crearsi una “mappa personale” così da essere in grado di poter accedere da solo o con i propri familiari ad aree verdi e degli spazi per il gioco; servizi e attività per il tempo libero, quali centri di aggregazione, associazioni, ecc.; servizi per l’attività sportiva: associazioni, palestre, piscine, ecc.; risorse culturali del quartiere; manifestazioni culturali (mostre, eventi, proiezioni, ecc.), di animazione e gioco organizzate nel quartiere e nella città; beni artistici del quartiere e della città; principali servizi pubblici (distretto, posta, banca, ecc.).

 

Per il periodo estivo (giugno-settembre), le attività proposte sono invece caratterizzate da una componente maggiormente ludica in modo tale da offrire ai minori un contesto di esperienze e opportunità di crescita e consentire la realizzazione di determinati obiettivi educativi, in modo da rispondere ad alcuni specifici bisogni dei bambini/ragazzi. Il programma prevede l’alternarsi di attività esterne in sedi fisse (piscine, campi sportivi, parchi, ecc.), escursioni in città e/o in collina (percorsi trekking, visite culturali, ecc.), gite, ecc.

E’ inoltre previsto un soggiorno presso località di mare.

 

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